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La fine dei Coma_Cose è solo l’ultima di una lunga serie di coppie «scoppiate» che hanno segnato la storia del pop. Una scia d’amore e musica che ha lasciato il campo a rancori e ripicche fino a vere e proprie vendette consumate all’ombra dello show-business. Il duo esplosivo degli anni Sessanta e Settanta rispondeva ai nomi di Ike e Tina Turner. Con la voce graffiante e l’energia magnetica, Tina era il fulcro di show da tutto esaurito. Ike, chitarrista e leader della band, teneva le redini dell’unione dentro e fuori dal palco. Brani come «River deep - Mountain High» o «Proud Mary» li hanno poi consegnati alla storia. Ma dietro le luci dei riflettori si consumava un dramma privato. Tina lo raccontò nella sua autobiografia: «Ogni volta che salivo sul palco era una liberazione perché per qualche ora potevo dimenticare quello che subivo a casa». Violenza domestica, controllo ossessivo, dipendenze: la relazione diventò alla fine insostenibile. La separazione del 1976 fu dolorosa ma segnò la rinascita di Tina Turner che negli anni Ottanta divenne una delle regine indiscusse del pop, dimostrando che si può risorgere dalle ceneri.

Se Ike e Tina rappresentano il lato oscuro della coppia, Bob Dylan e Joan Baez incarnano il sogno romantico della musica come impegno civile. Erano gli anni delle marce per i diritti e delle proteste contro la guerra in Vietnam. Joan, già star del folk, prese Dylan sotto la sua ala protettiva, ancora giovane e sconosciuto. La loro relazione sentimentale e artistica esplose tra il 1963 e il 1965, quando insieme calcavano i palchi delle manifestazioni per la pace. Ma Dylan era già insofferente: desiderava liberarsi dall’etichetta di «profeta» del folk. Quando decise di cambiare direzione artistica, lasciò dietro di sé anche Joan. Lei soffrì molto: «Mi ha spezzato il cuore e non solo il cuore musicale», dichiarò in un’intervista. Negli anni Settanta, Dylan la invitò a salire con lui sul palco della Rolling Thunder Revue: un atto di riconciliazione tardivo ma sufficiente a suggellare un legame che, pur spezzato, è rimasto parte integrante del rock. Con «I got you babe» del 1965, Sonny Bono e Cher diventarono l’immagine della coppia pop perfetta: giovani, innamorati e complici. Il loro show televisivo «The Sonny & Cher Comedy Hour» ne consolidò l’immagine: battute, gag e canzoni facevano di loro il «marito e moglie d’America». Ma sotto quella patina dorata, la relazione si incrinava inesorabilmente. Cher, anni dopo, lo raccontò senza peli sulla lingua: «Mi sono resa conto che ero diventata l’assistente di Sonny, più che sua moglie. Non potevo più respirare». Il divorzio arrivò nel 1975 e, con esso, la fine del duo artistico. Sonny intraprese la carriera politica mentre Cher conquistò le classifiche come solista e divenne un’icona della cultura pop. Quando Sonny morì nel 1998, Cher gli rese un omaggio struggente al suo funerale dimostrando che, nonostante tutto, il filo di quell’unione non si era mai spezzato.