QUARTIER DEL PIAVE (TREVISO) - «Non ho fatto assolutamente nulla a quella ragazzina. Leggo di foto intime in cambio di ricariche telefoniche ma sono tutte accuse false. Io non ho fatto nulla. Anzi, in paese tutti mi vogliono bene. In 14 anni che faccio il nonno vigile ho ricevuto solo complimenti».

Respinge con forza e in maniera totale tutte le accuse mosse nei suoi confronti dalla Procura di Treviso dopo la denuncia di una dodicenne, il nonno vigile di un comune del Quartier del Piave finito davanti al giudice con l’accusa di adescamento di minorenne dopo la denuncia fatta scattare dai genitori della ragazzina. Ciò che la Procura contesta all’uomo è sostanzialmente di aver promesso a una studentessa 12enne, italiana di seconda generazione, di pagarle alcune ricariche del cellulare in cambio di qualche foto osè. Versione che però l’uomo respinge con forza.

«Sono accuse completamente false - tiene a sottolineare -. Non ho dato nessun numero di telefono e non ho soldi. Non ne ho neanche per me». L’uomo, fortemente provato da delle accuse che ribadisce essere «totalmente false», racconta anche di aver avuto anche un malore, oltre che diversi problemi a livello familiare a causa di tutta questa storia. «Ho visto quella ragazzina solo una volta e le ho semplicemente tenuto compagnia oltre il mio turno di servizio mentre aspettava l’autobus: pioveva ed era da sola» spiega. «In paese mi vogliono tutti bene e mi fanno tutti i complimenti per il servizio che svolgo come nonno vigile». L’uomo non esclude che la denuncia possa essere anche un modo per ottenere soldi. «Quello che so è che io non ho mai fatto nulla di ciò di cui sono accusato» ribadisce. «La mia unica colpa è stata quella di essere troppo buono».