PIEVE DI SOLIGO (TREVISO) - Adescamento di minorenne. È l’accusa mossa dalla Procura di Treviso nei confronti di un nonno vigile, un 70enne di Pieve di Soligo, per la quale l’uomo è finito a processo davanti al giudice del tribunale di Treviso. Il processo si sarebbe dovuto aprire oggi davanti alla giudice Carlotta Brusegan ma è stato rinviato al prossimo 8 giugno (si tratterà di un’udienza filtro) davanti a un altro giudice poiché il primo è risultato non competente tabellarmente (cioè in base a tabelle organizzative interne al tribunale stesso, ndr).
La storia comincia nel 2022, al termine dell’isolamento da Covid. I ragazzini tornano a scuola e il Comune istituisce il servizio dei nonni vigile per controllare che gli studenti possano attraversare la strada, per accedere agli istituti scolastici, in tutta sicurezza. È in questo modo che il 70enne, secondo le accuse, avrebbe agganciato una studentessa di 12 anni promettendo di pagarle alcune ricariche del cellulare in cambio di qualche foto osè. Secondo la ricostruzione della Procura, la ragazzina, italiana di seconda generazione, acconsente a scambiare il numero di cellulare. E poi, una volta giunta a casa, smanetta in internet e gli invia alcune foto che trova in rete che mostrano giovanissime discinte in pose provocanti. Ottiene la ricarica del cellulare e il giochino va avanti per un po’. Poi, però, al 70enne non sarebbe bastato più guardare le immagini e avrebbe cominciato a diventare più insistente. Così le avrebbe inviato messaggi espliciti chiedendole la sua disponibilità a vedersi, dicendole che è affezionato e che vuole qualcosa di più intimo.






