Avolte il Parkinson comincia molto prima del tremore. E può farlo in silenzio, con segnali che sembrano raccontare altro. Ansia e depressione, per esempio, potrebbero non essere solo disturbi dell’umore da trattare separatamente, ma in alcuni casi rappresentare una spia precoce della malattia, visibile fino a dieci anni prima della comparsa dei sintomi motori. È quanto suggerisce uno studio dell’Unità di Ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, realizzato in collaborazione con l’Unità di Ricerca di Neurofisiologia Clinica dello stesso istituto e con l’Università LUM di Casamassima, pubblicato sul Journal of Neurology.

Il Parkinson può iniziare prima dei sintomi motori

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa subdola, che spesso richiede mesi o anni per essere riconosciuta. Eppure, una diagnosi più rapida può migliorarne in modo significativo la gestione. Non a caso, in vista della Giornata Mondiale del Parkinson dell’11 aprile, Fondazione LIMPE richiama l’attenzione proprio sui segnali precoci da non ignorare. Il Parkinson è noto soprattutto per i suoi segni più evidenti: tremore, rigidità, lentezza dei movimenti. Ma da tempo la ricerca mostra che la malattia può cominciare molto prima, con segnali non motori spesso più difficili da riconoscere. Tra questi, i disturbi dell’umore sono tra i più studiati. Il nuovo lavoro di Neuromed aggiunge un elemento importante: non si limita a confermare il legame tra ansia, depressione e Parkinson, ma prova a misurarlo nel tempo. E individua una finestra precisa in cui questi disturbi possono avere un significato diverso dal solito.