“ABologna fino a marzo c’era una sorta di ecosistema della meteorologia italiana e internazionale. Non solo l’agenzia ItaliaMeteo era nella stessa sede del Tecnopolo che ospita il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), ma stavamo lavorando su modelli di previsioni meteo basate sull’Intelligenza artificiale. Senza contare che coordinavamo i dati provenienti dalle oltre 4mila stazioni meteorologiche regionali. Tutto questo nel giro di poco tempo è passato sotto la direzione della Protezione civile che sicuramente svolge un grande lavoro, ma non è certo un ente di ricerca scientifica”. Parole chiare quelle della dottoressa Renata Pelosini, che nell’Agenzia di Bologna ha ricoperto la carica di responsabile dell’Area operativa. Piemontese, è una Fisica e fino al 31 dicembre 2025 è stata il braccio destro del direttore di ItaliaMeteo, Carlo Cacciamani, meteorologo e dirigente pubblico con una lunga esperienza operativa e organizzativa. Entrambi avevano l’obiettivo di fornire all’Italia un servizio meteorologico civile nazionale. Hanno creato un’unica agenzia superando la frammentazione dei diversi servizi regionali e coinvolgendo tutti gli stakeholder della meteorologia. Inclusi i soggetti privati e la stessa Aeronautica militare. E così è stato fino al I gennaio 2026 quando la struttura è stata prima commissariata, poi trasferita a Roma. A marzo a Bologna non c’era più nulla.
“ItaliaMeteo, un trasferimento che lascia indietro la ricerca”
L’Agenzia spostata a Roma da Bologna dove era vicina al Tecnopolo europeo. Renata Pelosini ex dirigente del primo ente civile di meteorologia: “Abbiamo lasciat…







