Roma – Era scoppiata a Sanremo la polemica sul titolo del suo album, un fulmine a ciel sereno per Ditonellapiaga, arrivata poi terza al Festival. Proprio in sala stampa le era arrivata la notizia che i legali di Patrizia Mirigliani avevano annunciato l’intenzione di avviare una battaglia legale per l’uso indebito del nome “Miss Italia”, storicamente legato al concorso di bellezza che nel 2029 compirà 90 anni. Alla vigilia dell’uscita del suo nuovo disco, la cantante ha detto che “in questo momento non so se si potrà continuare a chiamare Miss Italia. Nella giornata di mercoledì c'è stata un'udienza in tribunale a Roma, quindi siamo in trepidante attesa. Scopriremo tutti insieme prima o poi se si potrà continuare a chiamare così”.

Alla fine, infatti, proprio come raccontato al Secolo XIX dalla stessa patron del concorso (leggi qui l’intervista), la querelle con la casa discografica è andata avanti, dato che “nella canzone che dà il titolo all’intero album, si parla della percezione di sé: abbiamo ricevuto il testo in maniera ufficiosa la sera prima dell’inizio del Festival e per questo abbiamo chiesto di sederci attorno a un tavolo e chiarire diversi aspetti, dalle sfaccettature del testo della canzone all’utilizzo di un nome che è un marchio. Poteva semplicemente usare la parola “Miss”, che non è vincolata”. Questo per spiegare come mai invece nel caso di Jack Savoretti, che nel 2024 ha lanciato proprio il suo primo disco italiano intitolato proprio “Miss Italia”, non si era presentato lo stesso problema. E anche Patty Pravo nel 1978 scelse questo nome, ma all’epoca il brand del concorso non era ancora stato registrato.