"La nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani in campagna elettorale e lo abbiamo fatto una volta al governo - ha aggiunto - perché è questo il modo in cui concepiamo la politica: onorare il significato profondo della parola responsabilità". In una politica "che non ama rischiare", la premier rivendica fieramente di rappresentare positivamente "un'anomalia". E sulle modifiche della squadra di Governo l'indomani dell'esito al voto - animate dalle dimissioni di Bartolozzi, Delmastro e Santanché - Meloni ribadisce che "rimpasti, fase due, alchimie di palazzo" sono scenari di un "mondo distante anni luce". Per Chigi non c'è infatti "alcuna ripartenza da fare, posto che il Governo non si è mai fermato. E non servono nuove linee programmatiche, perché sono da sempre scritte nel programma di governo". Meloni esclude dunque le dimissioni, ribadendo l'impegno dell'Esecutivo a fare del suo meglio fino all'ultimo giorno del suo mandato: "Non scapperemo, non indietreggeremo, governeremo come fanno le persone serie". Di qui il ringraziamento a una "maggioranza solida e coesa" che ha lavorato "senza sosta per costruire risultati concreti".