Le cinque settimane di guerra in Iran hanno sconvolto le borse mondiali e spinto le compagnie petrolifere e quelle aeree a rivedere i loro outlook per i prossimi mesi. Ieri Wall Street ha visto un crollo dei future sul petrolio dopo l’annuncio di un cessate il fuoco di 14 giorni, cosa che ha portato le azioni delle grandi aziende petrolifere a crollare.
Le tre aziende che hanno invece fatto notizia sui mercati sono Shell, che ieri ha pubblicato i conti del trimestre, ExxonMobil e Delta Airlines. Shell ha pubblicato utili adjusted di 3,26 miliardi di dollari, sotto le attese di 3,51 miliardi e al livello più basso dall’inizio del 2021. Per l’intero 2025 gli utili hanno raggiunto i 18,5 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 23,72 miliardi del 2024, penalizzati da prezzi del gas più bassi e margini deboli nel segmento chimico.
E la guerra in Iran inizia a farsi sentire, in due direzioni opposte: Shell, infatti, prevede nel settore del petrolio risultati «molto più alti» rispetto al trimestre precedente a causa della volatilità causata dalla guerra in Medio Oriente, con margini sulla raffinazione del greggio che saliranno a 17 dollari per barile rispetto a 14 dollari dell’ultimo trimestre del 2025. Cattive notizie invece per il gas, visto che la guerra ha paralizzato gli asset di Shell in Qatar, portando a una produzione più bassa.











