Chapeau davanti ai principi italiani. La terra nobile di Montecarlo s’inchina al Rinascimento azzurro. Anche se il finalista uscente, Lorenzo Musetti, a corto di partite dopo i nuovi problemi agli adduttori, cede dopo due ore all’eroe di casa Valentin Vacherot per 7-6 7-5, dopo tanti ricami unici ma troppe titubanze al servizio nel gioco offensivo (41 errori e 23 vincenti), e il romanista Doc, Flavio Cobolli, in crisi di risultati e di fiducia, perde di pazienza il braccio di ferro contro l’astro nascente, il potente neo 21enne belga Alexander Blockx, cresciuto sul veloce.
Ma l’Italia è una superpotenza perché propone sempre protagonisti alternativi in primo piano. Stavolta risorge Matteo Berrettini con una partita sontuosa e impensabile contro Daniil Medvedev, battendolo addirittura 6-0 6-0, meritandosi gli ottavi contro il giovane più promettente, Joao Fonseca. Oggi ci sarà anche il ritorno sulla scena di Jannik Sinner che deve dribblare la trappola-Machac e, sulla sua superficie meno vincente, mettere più pressione sul rivale per il numero 1 del mondo e gli Slam, Carlos Alcaraz.
Berrettini è nel cuore degli italiani. Sulla scia delle semifinali del Roland Garros 2018 di Marco Cecchinato, è stato lui a griffare il Rinascimento del tennis italiano salendo al 6 del mondo e siglando la prima finale italica a Wimbledon 2021 prima di fermarsi per troppi infortuni. Ma è sempre capace di lampi abbaglianti, come i trionfi di Coppa Davis degli ultimi due anni e come questo indimenticabile ritorno sulla ribalta Masters 1000 e sulla madre-terra.













