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Proprio il dimissionario Galimberti coordinava la commissione di esperti che non finanziò l'opera

Ogni polemica di taglio culturale, anche quelle costruite sul nulla, è un'occasione ghiotta. La sinistra prova a far nascere uno scontro sul mancato finanziamento del Mic al docufilm su Giulio Regeni. Lo scopo è trasformare una scelta tecnico-amministrativa in un caso politico. In questo modo, il dibattito sul merito perde di significato. E le reazioni emotive fanno la voce grossa. Paolo Mereghetti, critico cinematografico, e Massimo Galimberti, docente di cinema, si dimettono dalla Commissione esperti, l'ente che valuta le opere. È una scelta di rottura contro l'"andazzo". Nel calderone, finisce persino il presidente della commissione Cultura della Camera dei deputati Federico Mollicone. Il meloniano smentisce di aver avuto qualunque ruolo sul mancato finanziamento. E anzi offre la Camera dei deputati per una proiezione dell'opera. "Il documentario meritava di essere finanziato per il tema. Sono fra quelli che pensa che dovremmo andare fino in fondo per ottenere la verità", argomenta Mollicone, che comunica di aver dato mandato ai suoi legali contro le fake news che circolano sul caso.