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Da "E.T." a "Blade Runner", ogni settimana spuntava una pellicola cult Un libro racconta la stagione che cambiò la storia del cinema

C'è stato un anno, una stagione, un giorno, in cui il cinema statunitense ha perso definitivamente la sua innocenza (se mai l'ha avuta). È la calda estate del 1982 e, nelle sale statunitensi, mentre noi italiani giocavamo a vincere i Mondiali, escono, a scandire otto fatidici weekend altrettanti film fantastici E.T. l'extra-terrestre di Steven Spielberg, Blade Runner di Ridley Scott, Tron di Steven Lisberger, Star Trek II - L'ira di Khan di Nicholas Meyer, Conan il barbaro di John Milius che l'ha scritto con Oliver Stone, Poltergeist - Demoniache presenze di Tobe Hooper (ma scritto e prodotto da Spielberg), La cosa di John Carpenter e Interceptor - Il guerriero della strada di George Miller, sequel di Mad Max che, più di quarant'anni dopo, oltre a essere diventati pietre miliari della cultura pop, hanno anche trasformato l'industria cinematografica «aprendo la strada all'era della blockbusterizzazione assoluta». Proprio così scrive Chris Nashawaty, scrittore, montatore e critico cinematografico statunitense nel libro Il futuro era adesso. Genio e follia nell'estate che cambiò il cinema pubblicato da Nottetempo con la traduzione di Stefano Piri.