La tregua tra Usa e Iran annunciata nella notte dal presidente americano Donald Trump appare già a rischio. Sul terreno, infatti, la situazione in Medio Oriente continua a deteriorarsi rapidamente, con nuovi bombardamenti su Beirut, tensioni crescenti con l’Iran e un contesto geopolitico sempre più instabile. Durante la trasmissione di La7 Otto e Mezzo, condotta da Lilli Gruber, la padrona di casa e l’analista geopolitico Lucio Caracciolo hanno analizzato gli sviluppi più recenti, delineando uno scenario che sembra allontanare ogni prospettiva di cessate il fuoco. In apertura, Gruber ha evidenziato come l’annuncio della tregua sia stato rapidamente smentito dai fatti: “Allora la tregua annunciata la notte scorsa da Trump praticamente non esiste, perché prima pensavamo che fosse solo un po' fragile però in realtà non esiste, perché Israele continua a bombardare il Libano compresa la capitale Beirut, ci sono centinaia tra morti feriti e gli iraniani hanno detto 'Siccome negli accordi c'è dentro anche una tregua sul Libano così non si può andare avanti'. Gli americani devono scegliere se stare con Israele e continuare la prosecuzione della guerra oppure se stare con un cessate il fuoco”. La giornalista ha poi sottolineato un elemento chiave della crisi energetica globale: “Intanto Teheran ha chiuso di nuovo lo stretto di Hormuz, che ricordiamo era aperto prima che Israele e Stati Uniti attaccassero, quindi quando tutti chiedono la riapertura dello stretto di Hormuz... Era bello aperto prima”. Infine, Gruber ha richiamato l’attenzione anche sul coinvolgimento italiano: “A che punto siamo? Che cosa possiamo dire? Siccome anche un veicolo blindato italiano è stato attaccato nella zona cuscinetto del Libano sud dove c'è la missione Unifil, quindi anche con gli italiani c'è stata una protesta del governo italiano, cosa possiamo dire?”.
Otto e mezzo, Caracciolo e il retroscena sull'Iran: “Trump voleva chiudere la guerra con la bomba atomica”
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