Via libera dell’Aula del Senato, con la fiducia, al decreto bollette. Il testo, in seconda lettura a Palazzo Madama, è legge. I sì sono stati 102, i no 64 e gli astenuti sono stati 2. Il testo andava convertito in legge entro il 21 aprile.

Tra le soluzioni contenute nel provvedimento, quella di prevedere una nuova vita per le centrali a carbone italiane: per far fronte alla crisi energetica, in caso di emergenza si potrà continuare ad attingere al fossile più inquinante fino al 2038, 13 anni oltre la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima, che prevedeva lo stop entro dicembre 2025. Il provvedimento introduce anche una stretta sul telemarketing e misure a sostegno dei trasporti meno inquinanti. Ecco, in sintesi, alcune misure.

Bonus sociale da 115 euro

Viene introdotto per il 2026 un contributo straordinario del valore di 115 euro ai titolari del bonus sociale per la fornitura di energia elettrica (si prevede che le risorse che non dovessero essere utilizzate a questo fine entro la fine del 2026 verranno assegnate allo Stato). Viene previsto inoltre un contributo che i venditori di energia elettrica possono volontariamente riconoscere per il 2026 e il 2027, in cambio di un’attestazione, a favore dei clienti domestici non titolari di bonus sociale e con ISEE annuale non superiore a 25.000 euro.