Super-Tele-Sciacquone, l’indigeribile giornalistico scaricato fragorosamente sulla tv pubblica. Stiamo parlando di Report, di Sigfrido Ranucci, il gattone di Raitre, l’unico felino al mondo ad avere un padrone. Ma che avete capito? Alludiamo al pubblico, non a uno schieramento politico. Che poi il suo pubblico oscilli tra il grillismo e l’estrema sinistra è un dato di fatto; lui lo sa e lo serve a modino. Torna domenica prossima Ranucci, Segafredo per gli estimatori, perché le sue trasmissioni sono un concentrato di caffeina pura e vogliono lasciare l’amaro in bocca.

La miscela è sempre la stessa: dagli contro al governo e alla destra; per lui è destra anche Matteo Renzi, per intendersi, al quale ha dedicato più di una trasmissione rilanciando scandali poi finiti in nulla. I bersagli preferiti oggi sono Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, come ieri erano Matteo Salvini e la Lega e prima ancora Silvio Berlusconi. I metodi pure sono consolidati. Qualche procura o qualche investigatore fornisce la palla di fango e lui la butta in prima serata. Se la vittima ha buoni argomenti per controbattere, il montaggio si occuperà di farla sembrare comunque un deficiente, quindi tanto vale non replicare. Anche perché a chi protesta viene meccanicamente risposto: abbiamo dovuto tagliare, la tv ha i suoi tempi.