MESTRE - Boom di furti nelle aziende che lavorano "l'oro grigio": «Da quando il tungsteno ha iniziato a costare fino a 200 euro al chilo, chi vive di furti fa di tutto per ripulire quei magazzini dove si producono gli utensili partendo dal metallo duro, come il mio». A lanciare l'allarme è Davide Giazi, titolare dell'Affilatura Giazi-Furlan di Chirignago. La sua azienda, fondata più di 40 anni fa dal padre, non aveva mai subito un furto fino all'estate 2024: da allora, in circa un anno e mezzo, ne ha avuti tre.

«Il nostro settore è in ginocchio spiega l'imprenditore. Il tungsteno è un metallo strategico, in quanto viene utilizzato nell'alta tecnologia, nella produzione di armi e di utensili industriali di precisione come frese, punte e inserti, che è ciò che facciamo noi. L'85 per cento della produzione mondiale di questo metallo avviene in Cina, la quale però di recente ha imposto restrizioni all'esportazione aumentando ulteriormente il valore del materiale sul mercato, anche nero. Per dare un'idea della situazione, posso dire che a luglio dello scorso anno acquistavo il tungsteno a 8-12 euro al chilo, ora a 100-110 euro, registrando un aumento del 600 per cento».

Nell'estate 2024, ad agosto, arriva il primo colpo: cinque uomini incappucciati vengono inquadrati dalle videocamere di sicurezza dell'azienda mentre scassinano la porta blindata ed escono dal magazzino con oltre 20mila euro di metallo duro. Il secondo furto avviene nel settembre dell'anno scorso quando, quelli che sembrano essere gli stessi cinque uomini della volta precedente, riescono a rubare all'incirca 40mila euro di materiale facendosi strada nel magazzino a colpi di piccone. L'ultimo episodio risale a tre giorni fa, alla notte di Pasqua. Ancora cinque uomini, armati di badile, sfondano la porta e si appropriano di circa 5mila euro di metallo. Il tutto in soli quattro minuti.