La tonnara di Favignana, in passato una delle più fiorenti d’Italia, è inattiva da molti anni e dal 2020 ha perso anche i diritti di pesca del tonno rosso mediterraneo non beneficiando più dell’assegnazione delle quote previste dal piano dell’Unione europea e ripartite dal ministero del Ministero dell’Agricoltura e della Pesca. L’ultimo anno in cui l’impresa trapanese Castiglione ha ottenuto l’assegnazione è stato il 2019 con sole 14 tonnellate sulle oltre 350 distribuite in Italia. La tonnara fissa, di fatto, non calava più mentre la ripartizione premiava la Sardegna dove erano ancora in attività quattro impianti di tonnare fisse, oggi ridotti a due (Isola Piana a Carloforte e Capo Altano a Portoscuso).
Il sindaco delle Egadi Giuseppe Pagoto ha deciso di intestarsi una battaglia per riportare a Favignana la possibilità di pescare il tonno che potrebbe sostenere la flotta peschereccia di circa 40 unità, oggi quasi tutta riconvertita al turismo. «Consentire di perdere le quote tonno conquistate con tanto impegno negli anni precedenti e di conseguenza anche la tonnara stessa – afferma Pagoto – è stato un errore e una scelta politica, davvero non comprensibile. Alcuni hanno cercato di archiviare questo errore, noi no».







