Preparate le prime confezioni sperimentali di tonno in vetro. L’imprenditore Silvestri: “Riportiamo in vita la Cooperativa”

Il tonno della Cooperativa dei pescatori di Camogli (foto Oliva)

Camogli – Tonnarella, buona la prima. Nel senso che per la prima volta dopo la chiusura della tonnarella e il fallimento della vecchia cooperativa pescatori, in città si torna non tanto a pescare quanto a trasformare il pesce in prodotto da commercializzare. E si tratta di una novità importante. Nei giorni scorsi sono state preparate in via sperimentale e con tutti i crismi e le autorizzazioni di Asl 3, alcune confezioni (o arbanelle come si dice a Camogli) di tonno sott’olio evo. Qualcosa che non si era mai visto e che fa pensare che qualcosa si stia davvero muovendo.

Come spiega Paolo Silvestri, l’imprenditore che sta trattando in collaborazione con il Comune per il rilancio dell’attività della pesca, della commercializzazione del pescato e della rinascita della tonnarella: «Questo è un primo esperimento in vista del rilancio, ma soprattutto abbiamo prima immaginato e poi preparato il primo “Tonnetto di Camogli”. Al centro del progetto c’è la volontà di riportare in vita uno dei simboli storici del borgo: la Cooperativa Pescatori di Camogli. Questa idea prende forma nel cuore di Camogli, nella zona del porto, dove si sta progettando l’apertura di un laboratorio dedicato alla produzione artigianale di acciughe sotto sale. Non una semplice attività commerciale, ma un luogo vivo, capace di unire produzione, memoria e formazione».