Roma, 26 nov. (askanews) – Le proposte sulle opportunità di pesca per il 2026 per il Mediterraneo e il Mar Nero presentate ieri dalla Commissione Europea sono “inaccettabili e insostenibili per le marinerie” italiane e il Governo italiano si opporrà al prossimo Agrifish a “un simile scempio” che “colpisce la flotta italiana con criteri distruttivi dell’attività di pesca”. A sintetizzare la posizione del Masaf è il sottosegretario Patrizio La Pietra, che prende posizione, come hanno fatto anche Agci Pesca e Acquacoltura, Confcooperative Fedagripesca e Legacoop Agroalimentare (Alleanza Cooperative Pesca e Acquacoltura) contro le proposte avanzate ieri che verranno discusse a breve in sede di Agrifish.
Secondo la Commissione Europea, la proposta “cerca di bilanciare le misure di conservazione essenziali con considerazioni sociali ed economiche”, continuando il recupero degli stock ittici nell’ambito del piano di gestione pluriennale del Mediterraneo occidentale, “mantenendo al contempo i giorni di pesca ai livelli del 2024”. Di fatto, però, i piani europei per la pesca italiana sarebbero un grosso problema.
Le misure europee puntano a una riduzione del 64% dello sforzo di pesca a strascico e del 25% per i palangari, e impongono limiti alle catture di gamberi e piccoli pelagici e nuove restrizioni per i gamberi di profondità nello Stretto di Sicilia e nello Ionio. Inoltre, la Commissione sostiene la riduzione degli stock vulnerabili, in particolare per le popolazioni ittiche di scampo in Catalogna e Sardegna.






