Aspettando i soliti noti, Sinner & Alcaraz, l’Italia si infiamma a Montecarlo per Flavio Cobolli che doma il coriaceo Francisco Comesana, alzando il livello al servizio e piazzando alcune vigorose spallate - leggi servizio e dritto - sul 5-5 del primo set e poi in avvio di terzo parziale auto-promuovendosi per 7-5 2-6 6-3 al secondo turno contro un altro qualificato, Alexander Blockx. Oggi, la folla tricolore potrà applaudire alle 11 sul Campo dei Principi l’esordio di Matteo Berrettini (col veterano Bautista Agut) e quindi il primo match di Jannik contro Ugo Humbert - sulla carta morbido sulla terra -, di Carlos contro Baez (3-0 nei testa a testa), e anche di Darderi (con Hurkacz).
C’è molta attesa (domani) anche per Lorenzo Musetti, il finalista uscente, grande artista del rosso e sfortunato finalista 12 mesi fa nel Principato contro Alcaraz. Ma a tener banco sono sempre i due fenomeni. Che, sulla scia dell’anno scorso, quando si sono divisi equamente gli Slam, hanno continuato ad alternarsi nella rivalità di vertice, mischiando sempre le carte. Così, invece dell’atteso tris consecutivo di Jannik agli Australian Open, c’è stato il Grande Slam alla carriera di Carlitos, da più giovane di sempre, colmando l’unica lacuna nei Majors. E, subito dopo, le batoste del Profeta dai capelli rossi contro Djokovic e Mesnik, è stato lo spagnolo ad abbassare il ritmo perdendo contro Medvedev e Kord e lasciando campo libero al record dell’altoatesino da primo vincitore del Sunshine Double senza perdere set.











