VENEZIA - Il foglio a quadretti, l'inchiostro blu della grafia ordinata, le parole in stampatello per gli auguri di compleanno: "In una gioia che fa male / di più della malinconia / ed in qualunque sera ti troverai / non ti buttare via...". Alberto Stefani conserva quel biglietto fra i ricordi più cari: «Avevo 16 anni, era la dedica della mia prima fidanzatina. Da quel giorno è diventata la mia canzone preferita. Così quando mi è stato chiesto di ospitare al Balbi il suo autore e interprete, per l'annuncio del debutto a Venezia della tournée che prende il nome proprio da quel titolo, non ci ho pensato due volte».
Domani al Balbi il presidente accoglierà infatti Claudio Baglioni, per consegnargli il riconoscimento di "Ambasciatore della Bellezza 2026" nell'ambito dell'omonimo Festival promosso dalla stessa istituzione, in vista del doppio concerto in piazza San Marco che il 29 e il 30 giugno aprirà "La vita è adesso - Grand Tour".
Un curioso incontro fra musica e politica, con un gradimento trasversale sul Canal Grande. Giovanni Manildo, portavoce dell'opposizione a Palazzo Ferro Fini, apprezza a sua volta Baglioni fin dai tempi delle uscite in comitiva: «L'ho ascoltato e cantato in gruppo tanto... La mia canzone preferita? A parte l'ovvia "Questo piccolo grande amore", direi "Strada facendo"».







