VENEZIA - Diceva già tutto il titolo di quell’album, il disco italiano più venduto di sempre, ormai quarant’anni fa: “La vita è adesso, il sogno è sempre”. Anche adesso che la partenza del “Grand Tour” è quasi tutta esaurita, i prossimi 29 e 30 giugno in piazza San Marco a Venezia. «È il premio più importante per quel ragazzo che venne mandato giù dal palco, in un locale del Lido, già dopo aver suonato la sua seconda canzone: se mi guardo indietro, dico che non mi è andata poi così male, dopo quel clamoroso insuccesso», sorride Claudio Baglioni, nuovo “Ambasciatore della bellezza” per il talento «nell’esprimere i sentimenti e le emozioni attraverso storie, suoni e metafore che si sono impressi nell’immaginario e nello spirito di un popolo per più generazioni com’è nella tradizione dei grandi poeti».
«E nell’anno in cui il tema del Festival è “Il simbolico”, l’ideale “Ambasciatore della bellezza” è il poeta», prosegue la motivazione declamata da Alessandra Zecchini, direttore generale dell’omonima rassegna, che da maggio a ottobre proporrà 50 eventi in 30 luoghi emblematici dello splendore italiano, dal Castello Sforzesco di Milano al Tempio di Hera a Selinunte, passando per le 17 sedi del Veneto fra cui il Teatro Romano di Verona, la Basilica Palladiana e il Teatro Olimpico di Vicenza, la Villa Barbaro di Maser, il Memoriale Brion a San Vito di Altivole, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Proprio in laguna Baglioni aprirà la sua tournée celebrativa: «Sarà il mio ultimo giro itinerante in 40 siti d’Italia e percentualmente il Veneto sarà la regione più rappresentata».








