A Milano sul palco Ferdinando Bruni diretto da Francesco Frongia

Milano, 7 apr. (askanews) – Un’immersione duplice nel mondo di Samuel Beckett attraverso una delle sue opere più note, “L’ultimo nastro di Krapp” e una delle meno conosciute, “Quella volta”, che vanno in scena insieme al Teatro Elfo Puccini a Milano con la regia di Francesco Frongia e l’interpretazione di Ferdinando Bruni. Due testi diversi, due imprese attoriali diverse, unite dalla figura di Beckett, probabilmente il più importante scrittore del secondo Novecento, e dalla sua capacità di diventare autore assoluto, ma anche regista assolutamente preciso.

“Senti che Beckett ti sta parlando – ha detto Frongia ad askanews – Beckett non smette mai di dare indicazioni e cerca sempre di guidare. Si sente che ha uno sguardo non solo da scrittore, ma anche da artista, vero e quello che succede è che tu sei sempre accompagnato in quello che stai facendo. Ed è molto interessante perché hai come qualcuno che sta con te, di solito il regista è da solo, questo caso senti la presenza dell’autore, la senti molto forte ma anche molto vicina, è una presenza molto sensibile, le cose che dice non sono mai scontate, non sono mai banali e ti aprono veramente delle possibilità”.