Il presidente americano Donald Trump potrebbe “estendere” l’ultimatum all’Iran qualora vedesse che “si sta avvicinando un accordo” ma “solo lui e nessun altro” prenderà eventualmente questa decisione. Lo ha affermato un funzionario dell’amministrazione americana ad Axios. Un secondo funzionario invece ha detto di essere “scettico” riguardo a una possibile proroga questa volta.
Un impianto petrolchimico è stato colpito in Arabia Saudita da un attacco lanciato dall’Iran contro una vasta area industriale nella città orientale di Jubail. Lo riporta l’Afp citando fonti locali. “Un attacco ha provocato un incendio negli stabilimenti della SABIC a Jubail. Il rumore delle esplosioni è stato fortissimo”, ha detto la fonte all’Afp, riferendosi alla Saudi Basic Industries Corporation.
Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna due distinti attacchi aerei israeliani sul Libano meridionale hanno causato la morte di cinque persone e il ferimento di diverse altre. Due persone sono morte quando la loro casa nella città di Maarakeh è stata colpita mentre in un altro attacco aereo avvenuto nella notte sulla città di Tayr Debba, tre persone sono rimaste uccise e due ferite
“Non è il primo ultimatum fissato dal presidente americano”. Lo ha sottolineato con ironia il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, intervistato da FranceInfo. Ieri sera, Donald Trump ha dato all’Iran tempo fino a questa sera per riaprire lo Stretto di Hormuz alla libera circolazione. Questo è “un bene comune che va preservato: ci opponiamo a qualsiasi attacco alle infrastrutture civili. Vale nella regione, vale anche in Ucraina”, ha aggiunto il ministro. “Ci opponiamo perché questo è escluso dalle regole di guerra e perché aprirebbe una nuova fase di escalation in Iran, nella regione e trascinerebbe il mondo in un circolo dannoso”, ha sottolineato Barrot, “Il rischio è semplicemente che la popolazione civile e l’economia mondiale assistano a un incendio regionale senza limiti, che provocherebbe danni gravi”.













