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6 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 13:21

I primi razionamenti di carburante in quattro aeroporti italiani hanno sollevato la questione di una crisi dei rifornimenti per il traffico aereo. Prezzi dei voli che schizzano, rotte cancellate, vacanze o viaggi di lavoro a rischio, tutte ipotesi che gli italiani hanno tirato in ballo per cercare di rispondere a una sola domanda: cosa può succedere adesso? Interpellando diversi esperti e funzionari europei, il Corriere ha previsto quattro scenari possibili in ordine di gravità.

Intanto una premessa: la situazione attuale non giustifica alcun tipo di allarmismo, dato che le riserve sono ancora ampiamente sufficienti a soddisfare la richiesta delle compagnie aeree, al massimo possono verificarsi delle sporadiche riduzioni di disponibilità in alcuni scali o aree, ma niente che non possa essere al momento gestito. Il problema è che, senza un accordo tra Iran, Usa e Israele sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, ignorarne le possibili conseguenze potrebbe davvero esporre il traffico aereo internazionale a tagli più corposi con l’andare del tempo. Nello scenario peggiore, ossia quello che le forniture di greggio crollino del 100%, i voli sarebbero garantiti fino a settembre-ottobre.