Un copione da film dell’orrore, un tradimento macabro perpetrato nel momento della massima vulnerabilità umana. Consegnava alle famiglie in lutto le ceneri di perfetti sconosciuti, mentre i corpi dei loro cari venivano abbandonati a marcire per mesi – in un caso per un intero anno – nel retrobottega della sua agenzia. Come riportato in modo dettagliato dalla BBC, Robert Bush, impresario funebre britannico di 48 anni, si è dichiarato colpevole di 30 capi d’accusa per aver impedito sepolture legali e dignitose. Il caso è esploso nel marzo 2024, quando la polizia ha fatto irruzione nella sua agenzia, la Legacy Independent Funeral Directors di Hull. Lo scenario rinvenuto dagli agenti sfidava l’immaginazione: 35 cadaveri (inclusi i corpi di quattro neonati persi in gravidanza) e oltre 100 urne cinerarie.

La confessione in tribunale e l’ira dei parenti

Nel corso di una breve ma tesa udienza presso la Hull Crown Court, Bush, vestito con un abito grigio a tre pezzi, ha mormorato a bassa voce “colpevole” a tutti i 31 capi d’accusa letti dal cancelliere. Oltre allo scempio sui cadaveri, l’uomo ha confessato il furto ai danni di 12 associazioni di beneficenza (tra cui Salvation Army e Macmillan Cancer Support) e una colossale frode finanziaria.