ROMA Il giro del Golfo in ventiquattro ore. Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti. Giorgia Meloni sfida i missili e i droni iraniani che solcano i cieli mediorientali: solo ieri un'ottantina è piovuta sulle difese emiratine. La premier si lascia alle spalle i subbugli interni al governo per una missione che ha «come bussola l'interesse nazionale». Ovvero, anzitutto, assicurare le forniture del Golfo mentre la guerra iraniana, oltre a terremotare i mercati energetici, ora mette in forse gli stoccaggi europei. L’Italia ha scorte per resistere nel medio periodo. Gli stoccaggi di gas sono al 43%. E i numeri confortano anche per il “jet fuel”: il nostro Paese ha ancora autonomia per 7 mesi prima che finisca il carburante per gli aerei, spiegano i report riservati del governo. Ma l'incertezza sui tempi della guerra di Trump costringe ad agire.

Meloni ha un faccia a faccia con Mohammed bin Salman a Gedda venerdì sera, poi con l'emiro del Qatar Al Thani ieri mattina e nel pomeriggio con l'alleato e amico Mbz (Mohammed bin Zayed) negli Emirati. «In un mondo sempre più instabile, proteggere l'interesse nazionale significa anche e soprattutto costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza, sulla nostra economia» spiega in un video registrato in auto, indosso un tailleur rosso fuoco. Il senso della missione, rivendica, è anzitutto politico. E sta nella scommessa del primo leader G7 e Ue a far visita nel Golfo dallo scoppio della guerra. Dietro la solidarietà ai tre leader arabi c'è però la «difesa del futuro stesso della nostra nazione» ricorda Meloni, «quando nel Golfo cresce l’instabilità ne risentono i prezzi dell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d'acquisto delle famiglie». Poi passa ai numeri. Come la percentuale di gas naturale liquefatto, il 10%, che l'Italia acquistava dal Qatar prima che i droni Shaed degli Ayatollah facessero saltare in aria parte del maxi-impianto di Ras Laffan insieme a quattordici “treni” di Gnl. Uno di questi, il treno quattro, trasportava il gas proprio verso il nostro Paese.