Sembrava eroina, ma non lo era. Si trattava di farina, mescolata ad altro. Forse nessuno scoprirà mai cos’era quella poltiglia impacchettata in bustine di cellophane chiuse in un tupperware che si trovava nel frigo di una mansarda occupata da un uomo finito in manette. Ciò che è certo, è che quei panetti non contenevano alcuna droga ufficiale. Ma appunto, della farina di grano mescolata ad altro, forse caffè. Lo hanno scoperto i carabinieri della scientifica, coordinati dal pm Francesco La Rosa, che ha ordinato di verificare che la sostanza nel frigo fosse stupefacente. L’accertamento è stato disposto dal pm dopo che il giovane che aveva occupato abusivamente la mansarda, un 26enne difeso dall’avvocata Francesca D’Urzo, era stato arrestato per spaccio di droga e occupazione abusiva di immobile lo scorso 12 gennaio.
Il colpo di scena, che risale a pochi giorni fa, ha rivelato che l’eroina non era tale, convincendo il gip a scarcerare l’uomo, recluso da tre mesi. È stato il pubblico ministero a chiedere di scarcerarlo dopo che «gli accertamenti tecnici hanno consentito di rilevare che la sostanza rinvenuta nella disponibilità dell’indagato non può essere ricondotta ad alcuna delle tabelle previste dal testo unico in materia di sostanze stupefacenti e psicotrope». Secondo il gip Paolo Demaria, «le risultanze sopra indicate fanno venire meno il presupposto dei gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato ipotizzato». Per questo motivo la misura cautelare della custodia in carcere è stata revocata.








