“La mia battaglia contro i palloncini è iniziata durante un matrimonio sulla spiaggia di Gaeta nel 2019. Bellissima festa, ma ad un certo punto a ogni invitato fu dato un palloncino: avremmo dovuto esprimere un desiderio e poi lasciarlo volare in cielo. Mi avvicinai al palco, presi il microfono e dissi che non andava bene. Avremmo potuto esprimere il desiderio e poi far scoppiare il palloncino, senza mandarlo alla deriva nell’ambiente e quindi in mare. Gli sposi si dissero d’accordo”. Da allora Rosalba Giugni, presidente dell’associazione Marevivo, ha continuato a lottare contro una pratica sempre più diffusa, dai matrimoni ai compleanni, passando per i funerali: lasciar andare in cielo nuvole di palloncini (senza preoccuparsi di dove prima o poi cadranno). Si è rivolta ai direttori dei principali telegiornali (perché non riprendessero il “decollo”, in modo da evitare emulazioni), ma anche a Papa Francesco (neppure Piazza San Pietro è stata risparmiata dal lancio di palloncini). “Purtroppo non abbiamo ottenuto grandi risultati, ma non ci arrendiamo. D’altra parte siamo in un Paese che è sotto procedura d’infrazione (appena inasprita, l’11 marzo scorso, ndr) per non aver recepito correttamente la direttiva europea sulla plastica monouso”.