Genova – Sampdoria in campo dopodomani a Marassi contro l’Empoli, primo impegno del rush delle sei giornate conclusive del campionato nelle quali il tecnico Attilio Lombardo dovrà raggiungere la salvezza: “La prima delle sei nostre finali – ha detto il tecnico blucerchiato – Tra noi e loro ci sono solo due punti di differenza, questa è una partita fondamentale per il nostro futuro. Non guardo gli altri risultati. Ho detto ai ragazzi di accendere la centralina e di spegnerla il 9 maggio. Dobbiamo essere sul pezzo 24 ore su 24, non bastano 23. Posso dire con concretezza che abbiamo lavorato bene e forte in questa sosta, ho visto lavorare i calciatori con entusiasmo, anche a livello fisico. Abbiamo messo ulteriore benzina nelle gambe. Ho visto molta gente fare fatica, quella però che ti permette anche di avere una certa lucidità in partita. Che logicamente è un’altra cosa, ma spero di portare questa disponibilità anche lunedì al Ferraris. E mi aspetto dalla squadra grande cuore e determinazione, non devono mai mancare le palle e lo dirò fino allo sfinimento, perché con le palle può raggiungere più facilmente quell’obiettivo che non era prefissato all’inizio del campionato, ma che ora lo è diventato. Primario”. Sarà anche la prima partita di Lombardo dopo la conferma della panchina ottenuta battendo l’Avellino nell’ultimo turno: “Prima di quella partita in effetti non sapevo se ci sarei ancora stato oggi… dare continuità sicuramente mi dà grande onore, porto in me la consapevolezza di prendermi qualche rischio, ma nella mia vita è sempre stato così. Questi rischi me li prendo con grande onore sapendo di essere borderline perché non è che la classifica sia migliorata dopo le mie prime tre partite. E’ migliorato qualcosa, ma non si è migliorati definitivamente come vorrei. L’obiettivo però adesso per me può essere solo lunedì, niente altro. Uno potrebbe dire sì ci salviamo, ma oggi non ho la sicurezza di poterlo dire. Però ho la sicurezza che i ragazzi hanno la centralina accesa. Chiedo loro di avere atteggiamento e approccio alla gara giusto, che probabilmente equivale a raggiungere un buon risultato”. In dubbio Henderson che stamattina si è allenato a parte: “Mi dirà lui come si sente, non ho mai visto uno scozzese tirarsi indietro. In ogni caso non mi lamenterò mai delle assenze”. Quanto alla formazione anti-Empoli: “Ho ancora qualche dubbio. Uno o due, ma non per questione tecnica, ma di ruoli. O perché sto valutando qualcuno che magari in passato non avete visto giocare spesso. Io voglio avere il coraggio di giocare tutte le carte a disposizione. Non faccio distinzione tra i nomi, ma osservo molto gli allenamenti. Coda? Lunedì avrà la sua occasione. Ci deve dare una mano ma sappiamo anche che lui deve essere servito diversamente da Brunori o Soleri. Ha bisogno di qualcuno che gli stia più vicino e che lo serva negli ultimi metri. A lui chiederò un grande sacrificio posizionale, in fase difensiva, e di giocare più vicino alla porta avversaria. Anche perché ha una certa età e soprattutto il senso del gol e non va portato lontano dalla zona dove lo può sfruttare. Sarà una pedina determinante lunedì. E mi auguro che faccia vedere il Coda che tutti hanno ammirato anche negli anni passati”. Un passaggio su Esposito: “Era in fase di crescita quando è stato espulso. Poi c’è stata la sosta. Non giocare con continuità non aiuta. Gli ho parlato proprio in questa settimana e, indipendentemente da quanto è stato pagato che a me non interessa, gli ho detto che il calcio è semplicità. A me hanno sempre insegnato così. E che le capacità personali vanno parametrato a dove ti trovi. Non tutti magari riescono a interpretare le sue giocate. Non hanno quel livello. E lui deve allenarsi a giocare a due tocchi, a volte è innamorato di alcuni colpi che non sono parte integrante di questo gruppo”. Si dovrebbe però ripartire dalla difesa a 4: “Ritengo più coraggioso il modulo con la difesa a 4 che a 3 perché mi permette di giocare con un attaccante e due esterni di ruolo alti, in pratica altri due attaccanti, a 3 è vero che puoi sfruttare le fasce laterali con i terzini, ma non sono mai come due attaccanti. I 3 attaccanti mi danno la possibilità di andare a riempire un po’ di più l’area di rigore avversaria, dove voglio avere almeno 4 calciatori. Se vuoi segnare, devi portare più calciatori. Non dico che diventi più facile fare gol ma sicuramente dà maggiori possibilità”. Infine, l’argomento Nazionale e Mancini candidato come prossimo ct: “Nessuno si aspettava per la terza edizione consecutiva di non andare ai mondiali. Mi dispiace molto per Gattuso e il suo staff. Quando lavori per la Nazionale, senti proprio il senso di appartenenza del popolo italiano. Faccio però parte di chi pensa che il movimento del nostro calcio in questo momento sia inferiore ad altri. Pochi giovani giocano sia in B che in A e questo toglie tanto. Quando si ricominceranno a rivedere almeno in Serie A squadre con almeno tre italiani titolari, probabilmente potremo costruire un futuro diverso. Mancini ct? Io credo che lui abbia un debito con la Nazionale per quella eliminazione con la Macedonia. E vorrebbe ricucire e dare al popolo italiano di tornare al Mondiale, anche se bisogna aspettare quattro anni e prima c’è un Europeo. Sarei felice per lui. Penso che a lui piacerebbe tornare in Nazionale, come gli piacerebbe tornare alla Sampdoria… Io? Sono tornato alla Samp per finire qui la mia carriera e penso che la finirò qua”.
Sampdoria, Lombardo: “Contro l’Empoli con cuore, determinazione e palle”
“Sfida fondamentale per il nostro campionato”. E sulla Nazionale: “Penso che il nostro calcio in questo momento sia inferiore agli altri. Mancini ct? Gli piace…






