Genova – Dopo la bella vittoria contro il Pescara, Attilio Lombardo si presenta in conferenza stampa per presentare la partita di venerdì al Ferraris fra Sampdoria e Monza. Ecco le sue parole: "Se ho notato qualcosa di diverso nel morale dei ragazzi? Inizialmente sì e ci può anche stare sulle ali dell'entusiasmo per Pescara. Ma poi mi basta un giorno per fargli capire che quanto fatto fino a oggi non può bastare. E credo che lo abbiano capito. Bisogna toccare le corde giuste. Dopo queste vittorie è difficile ripeterle, facile tornare indietro. Mi sembra che la squadra abbia recepito il mio messaggio, perché non possiamo assolutamente rilassarci. Lo abbiamo dimostrato nel presente e anche nel passato, come l'anno scorso. Non abbiamo fatto il massimo, il massimo deve ancora arrivare. Il Monza sarà un viatico importante, per noi e per loro, ma c'è una sostanziale differenza di classifica e purtroppo è meritata sia per loro che per noi". Situazione infermeria: "Henderson oggi ha fatto tutto con il gruppo, devo dire che l'ho visto bene. Bisognava capire come stava a livello fisico perché quello che ha subito non è stato un problema da poco. Però ci ha messo tanta volontà per recuperare. Voleva già esserci a Pescara ma aveva ancora dolore. Voleva mettersi a disposizione ma non potevo permettermi di perdere un altro giocatore e quindi abbiamo preferito tenerlo a casa. Oggi è a disposizione, domani (giovedì 16 aprile, ndr) c'è l'ultimo allenamento e se tutto va bene sarà tra i convocati. Deciderò domani, vediamo un po'". Possibile impiego di Cherubini? "Io ho lavorato coi giovani nella mia carriera, anche se una volta i giovani erano diversi da quelli di oggi. Ma bene o male so che bisogna cercare di convincerli che a volte non essere titolari diventa determinante nell'approccio alla partita a gara in corso. Nelle ultime partite non è stato titolare, ma quando è entrato ha sempre fatto bene. Lo sta dimostrando, poi non per questo domani non può partire titolare. Io tengo sulle corde tutti, lo sanno perché mescolo le carte in modo che tutti i calciatori siano sempre concentrati e attenti. Cherubini è un ragazzo che si abbatte quando vede che non è titolare e si esalta quando indossa la pettorina in rifinitura. Credo che la potenza che ha una pettorina è veramente incredibile. Però sta bene, alcune cose le capisce, altre no, però alla fine l'importante è sempre il gruppo squadra. Non devo guardare alla titolarità di un ragazzo ma a quello che la squadra deve ottenere durante la settimana e poi farlo in gara". Ferraris che si preannuncia stracolmo: "Ai tifosi dico che la loro presenza non è mai mancata, qualsiasi sia il numero di persone sugli spalti. La loro passione è immensa. E a loro chiedo di portare grande pazienza perché potremmo trovarci a vivere una partita simile a quella col Venezia. Questo è un avversario molto ostico, ha una struttura a livello fisico ancora maggiore e un reparto offensivo micidiale rispetto al Venezia. Caso, Colpani, Petagna, Mota, Keita, nomi da Serie A. La pazienza è l'arma migliore di una squadra che vuole arrivare a un obiettivo. Il loro è la promozione, il nostro è non trovarci ingabbiati nelle sabbie mobili dalle quali ancora non siamo usciti. Spero che la mia sia una squadra battagliera, che sappia soffrire, ma che sappia anche gestire la palla e le due fasi. Immagino che i ragazzi possano andare in campo con giusta motivazione che in queste partite non arriva neanche dall'allenatore, si motivano da sole". Situazione più serena: "Adesso abbiamo meno ansia? Noi dobbiamo pensare che le tre partite consecutive vinte non ci hanno salvato, abbiamo avuto l'acqua alla gola. Forse un po' ci siamo liberati ma il merito non è mio, un allenatore può dare consigli, codifiche, poi sono i giocatori che vanno in campo, che decidono le partite, le situazioni. Da quando ho preso il comando l'unica cosa che gli ho detto è saper riconoscere immediatamente i pericoli che si stanno creando in campo. Conosciamo i compagni, non conosciamo gli avversari, quindi sono bravi loro a saper ottenere il risultato attuale". La Samp è un diesel: "Pochi gol all'inizio e tanti nei finali? Una cosa molto importante, dobbiamo prendere uno schiaffo per poter reagire. Anche se non prendi gol, anche se hai solo la paura che possa succedere. L'Empoli ha preso un palo e da lì ci siamo svegliati. Questo forse è l'unico difetto che ancora non sono riuscito a togliere a questa squadra. Non so quale sia il motivo, se capirò dove intervenire avremo risolto tutti i nostri problemi. Sono domande che ci facciamo insieme allo staff, ma anche questo nella prossima partita si potrà risolvere. Il gol nel finale è figlio delle caratteristiche di questa squadra, la voglia di voler vincere, la struttura mentale". Per finire, sui singoli: "Brunori? Col Pescara avevamo preparato di alzargli vicino Barak, che andava così su Brugman in costruzione, poi in fase di costruzione volevamo portargli un giocatore vicino e anche le due ali più all'interno del campo. Non l'abbiamo fatto benissimo, però mi sembra che portando Pierini più vicino a Brunori le cose siano andate meglio. Martinelli sta bene, oggi si è allenato normalmente, è un problema che si trascina da Firenze ma sta bene e sarà della partita. Esposito sta crescendo, più gioca e più cresce. A Salvatore chiedo, e spero che mi ascolti, di velocizzare la manovra quando abbiamo la palla, perché ha tutto per poterlo fare e lo sa benissimo. Ci parlo spesso, lo conosco da tanto tempo, parlo anche con Ricci che però ce l'ha di natura, mentre Salvatore deve crescere se vuole diventare il faro di questa squadra. Barak? La storia dice che è un grande giocatore, ma guardo la risposta della persona. Quando sono incavolati al cambio vuol dire che ci tengono. Ma poi quando vanno a esultare coi compagni vuol dire che si sta costruendo qualcosa di importante. Abildgaard? Solo un folle potrebbe toglierlo dalla difesa in questo momento".