Il tecnico: “In tanti mi hanno consigliato di non accettare, ma io seguo il cuore e il mio cuore è sampdoriano. Il Venezia? Gioca da Serie A, ma non ho paura”
Attilio Lombardo
Bogliasco – Prima conferenza stampa di Attilio Lombardo, che domani pomeriggio debutterà da primo allenatore della Sampdoria a Marassi contro la capolista Venezia: “Come mi sento… guidare la squadra del cuore per la prima volta mi porta molte responsabilità. Mi sembra un po’ di essere tornato al primo giorno di scuola, anche se il primo giorno di scuola è meno difficile. Non dico di essere sereno, sicuramente sono emozionato, però sono certo che quando inizierà la partita tutto sparirà. Almeno le emozioni”. La squadra è in difficoltà, un punto nelle ultime 4 giornate: “Che sta succedendo? Purtroppo quando si arriva a questo tipo di riaggiornamento di allenatore non è mai facile dare spiegazioni. Possono essere tante… ma non voglio paragonare questa mia esperienza a quella della scorsa stagione. Devo sempre ricordarmi che prima di ottenere la possibilità del playout che ci è stata data, tra virgolette, perché qualcuno ha fatto qualcosa per la quale è stato punito (le irregolarità del Brescia, ndr), e ce ne abbiamo messo di tempo prima di giocare il playout, eravamo retrocessi. Significa che non eravamo riusciti a fare il miracolo che ci si aspettava. Oggi come oggi ho la disponibilità di 9 partite e di testare quanto questi ragazzi abbiano la voglia di chiudere prima il discorso salvezza. Senza i playout, perché non ci voglio pensare di ripassare da lì. Voglio pensare positivo, che queste 9 partite, cioè, possano essere sufficienti. Solo però se lo vogliamo. Io non ho mai dato peso alla mia carriera da calciatore, e da collaboratore di tanti allenatori, ma mi porto dietro tante emozioni che non sono solo quelle del campo ma anche della mentalità, cuore, di avere una identità, di essere soprattutto umili. A me l’umiltà ha portato a ottenere dei grandi vantaggi e fatto fare una discreta carriera Ma anche ad amare una situazione che prima non amavo. Quando sono arrivato da Cremona la Samp era un’altra cosa per me, ora mi è entrata nel sangue, nel dna che voglio trasmettere. Questa storia è quella di tutti e voglio che abbia un lieto fine. Ai ragazzi dico che è un libro ancora sporco, per schiarirle c’è solo un giudice il campo. In questo momento siamo colpevoli, vogliamo diventare innocenti. Significa metterci tutto quello che abbiamo per salvarci, step by step. Io mi lamenterò solo se i ragazzi non ci metteranno cuore, determinazione e voglia di vincere le partite. Non mi lamenterò mai di chi c’è o di chi non c’è. Senza mai dimenticare che le partite che non si possono vincere, non si devono perdere”.






