“L’Europa riconsideri le forniture di petrolio e gas dalla Russia”. Nel giorno in cui Giancarlo Giorgetti, insieme ad altri quattro ministri dell’economia Ue, chiede di tassare a livello europeo gli extraprofitti delle società energetiche per finanziare misure contro il caro-carburanti, il suo partito indica un’altra strada per uscire dalla crisi: tornare agli approvvigionamenti da Mosca, interrotti ormai da anni dopo l’invasione dell’Ucraina. “Il governo italiano è in prima linea per aiutare famiglie e imprese, ma è necessario che anche Bruxelles faccia la propria parte in modo rapido, concreto ed efficace, si legge in una nota della Lega.
Anche da Forza Italia arriva subito un distinguo rispetto alla proposta di Giorgetti: “L’obiettivo non può e non dev’essere colpire le imprese, ma individuare i criteri per un contributo condiviso in grado di reperire e destinare risorse straordinarie agli interventi necessari per calmierare l’emergenza energetica”, afferma la neo-capogruppo azzurra al Senato Stefania Craxi. In un comunicato, Craxi chiede in sostanza di scrivere le future norme insieme ai colossi dell’energia: l’iniziativa dei ministri, esordisce, “può dimostrare che l’Europa sa reagire in modo unitario ed efficace in una fase segnata dai rincari legati alle tensioni in Medio Oriente. Ma per raggiungere davvero l’obiettivo, l’Unione dovrà costruire questa proposta insieme agli attori del settore energetico, definendo criteri uniformi, trasparenti e applicabili senza ambiguità. È fondamentale”, avverte, “evitare che l’iniziativa possa definirsi come una misura punitiva o come l’ennesima tassa, che non servirebbe allo scopo”.









