Giancarlo Giorgetti lo aveva detto anche venerdì: la soluzione alla crisi deve essere europea. E allora non sorprende che ieri cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui l’italiano, hanno chiesto una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante a seguito della guerra in Medio Oriente. Si tratta di Germania, Spagna, Portogallo, Austria e Italia. «Una soluzione europea», scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, «rappresenterebbe un segnale per i cittadini» e per l’economia dimostrando che «siamo uniti e in grado di agire» e invierebbe un «messaggio chiaro»: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
«Il conflitto in Medio Oriente ha causato un aumento dei prezzi del petrolio, imponendo un onere significativo sull’economia europea e sui cittadini europei. È importante garantire che tale onere sia distribuito equamente», scrivono ancora i cinque ministri, ricordando di aver «sostenuto e promosso misure per tassare gli extraprofitti delle imprese energetiche» e chiedendo alla Commissione di sviluppare «uno strumento analogo a livello dell’Ue, fondato su una solida base giuridica». Secondo i ministri, agire insieme permetterebbe di «finanziare misure temporanee di sostegno, in particolare per i consumatori, e contenere l’aumento dell’inflazione, senza gravare ulteriormente sui bilanci pubblici».











