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3 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 18:37

Da un lato il no alla sospensione del Patto di stabilità che Giancarlo Giorgetti venerdì mattina ha detto di ritenere “inevitabile” se la guerra nel Golfo continuerà. Dall’altro la bocciatura, tra le righe, della proroga del taglio delle accise su benzina e diesel appena approvata dal governo Meloni. Perché quella misura è di fatto un sussidio all’acquisto di carburanti: esattamente il contrario rispetto a quanto sarebbe necessario fare in una fase in cui l’offerta di materia prima scarseggia e semmai occorre adottare misure che riducano la domanda. La Commissione europea gela le speranze del governo Meloni, alle prese con la stesura di un Documento di finanza pubblica stravolto dall’impatto del conflitto scatenato da Usa e Israele. Con la crescita destinata a una sostanziale revisione al ribasso, portando inevitabilmente il rapporto deficit/pil oltre il 3%.

Il ministro dell’Economia venerdì mattina, subito dopo il consiglio dei ministri che ha confermato lo sconto fiscale sul pieno, ha ufficializzato l’auspicio espresso già durante il forum TeHa di Cernobbio della settimana scorsa, quando aveva sottolineato con l’Europa dovesse tener conto delle “circostanze eccezionali” causate dalla crisi mediorientale. Circostanze che possono giustificare l’attivazione della clausola di sospensione del Patto, come successo durante la pandemia. Ma nel primo pomeriggio, da Bruxelles, una portavoce dell’esecutivo Ue ha chiarito che oggi le condizioni per un passo del genere non si vedono.