Il Collegio Romano si prepara ad un nuovo cambio di assetto con l'inaspettato addio di Gianmarco Mazzi dal ruolo di sottosegretario alla Cultura.
La testa del ministero cambia così quasi completamente la sua fisionomia rispetto a quando si è insediato il governo Meloni nell'autunno del 2022 essendo quello che ha subito più scossoni tra tutti: hanno lasciato un ministro, Gennaro Sangiuliano, e due sottosegretari e uno di questi, lo storico e critico d'arte Vittorio Sgarbi, neppure mai sostituito. Resta solo Lucia Borgonzoni, la sottosegretaria leghista, che ha le deleghe per il comparto cinematografico.
Tre su quattro: un bel numero considerato che sono in tutto dieci gli esponenti del governo Meloni che dal 2022 ad oggi hanno lasciato l'incarico di ministro, viceministro o sottosegretario. Per sostituirlo, se la casella dovrà, come si pensa, restare nelle mani di FdI, Meloni non ha molte carte da giocare. Se si escludono i ricorrenti nomi degli "intellò" di area di cui si è sempre ragionato, di tecnici del settore nel partito e in parlamento non ce ne sono molti. Uno su tutti, ed è quindi il nome che rimbalza più di altri nel "toto-sottosegretario", è quello di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera e Responsabile nazionale del dipartimento Cultura e innovazione di FdI. Il deputato è considerato una sorta di "ministro-ombra" per il ruolo centrale che si è guadagnato con le politiche di settore e le iniziative legislative promosse. Forse proprio per questo la sua personalità potrebbe risultare forse troppo "ingombrante" al Collegio Romano. Senza contare che un suo ingresso al Ministero lascerebbe libera la sua poltrona in Commissione che per essere rimpiazzata necessita di un voto dell'organismo: una mina potenziale per gli attuali equilibri nel centrodestra.












