ROMA. Il sottosegretario al Ministero della cultura Gianmarco Mazzi è stato scelto come ministro del Turismo per coprire la casella lasciata vuota dalle dimissioni di Daniela Santanchè. Ha giurato al Quirinale dal capo dello Stato Sergio Mattarella ed è immediatamente operativo. Meloni cessa, pertanto, dalla carica assunta ad interim di Ministro del turismo. Il nuovo ministro ha prestato giuramento nelle mani del presidente della Repubblica, alla presenza, in qualità di testimoni, del segretario generale della presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, e del consigliere militare del presidente della Repubblica, Generale Gianni Candotti. Erano presenti la premier Meloni e il sottosegretario Alfredo Mantovano.
Il centrodestra evita l’esame di coscienza
«Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell'economia italiana. Sono onorato di questo incarico e ringrazio il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio per la fiducia accordatami», ha dichiarato il neo ministro dopo il giuramento.
Il giuramento di oggi chiude una fase delicata per la maggioranza, seguita alle dimissioni della Santanchè legate alle indagini sulle società Bioera e Ki Group e all’esito del referendum costituzionale sulla giustizia. Mazzi è ritenuto un fedelissimo di Giorgia Meloni e gode di una reputazione da “tecnico” della comunicazione, molto abile nel mediare tra istituzioni e industria privata. È stato per anni direttore artistico e AD dell'Arena di Verona e ha curato diverse edizioni del Festival di Sanremo (cominciando nel 2004, a fianco di Tony Renis, e negli anni poi al fianco di nomi come Paolo Bonolis e Antonella Clerici, e negli ultimi anni con Amadeus). Ha collaborato con artisti come Celentano e lanciato Sanremo Young. Come tecnico, ha uno stile certamente meno diverso da quello estremamente mediatico di Santanchè, a la sua scelta punta anche a un atteggiamento più low profile nella gestione operativa del ministero nella quale si è affinato facendo il sottosegretario.










