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La sorella: "Manca tantissimo, ma dopo la sua morte tutti hanno guardato al bene compiuto che è seme di altro bene"

C’è stato il via libera, il “​​Nihil obstat” (nessun ostacolo, nessun impedimento) da parte del Dicastero delle Cause dei Santi del Vaticano per il processo di beatificazione, che apre la strada verso la santità, di don Roberto Malgesini, sacerdote che ha perso la vita sei anni fa all’età di 51 anni, a Como, accoltellato da uno straniero senza tetto che conosceva da tempo.

La lettera con l’inizio della causa di beatificazione è stata inviata al cardinale Oscar Cantoni, vescovo della città lombarda. “Testimone di carità”: così lo aveva definito Papa Francesco all’indomani della sua uccisione, don Roberto conosceva bene il suo assassino visto che quella mattina del 15 settembre 2020 Ridha Mahamoudi, un senza fissa dimora più volte aiutato da don Roberto, si è accanito su di lui all’inizio della distribuzione quotidiana dei pasti infierendo con numerose coltellate. Lo straniero si è poi consegnato spontaneamente ai carabinieri e oggi sta scontando la sua pena di 25 anni di carcere.