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3 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 13:07
Okāsan (mamma) è sempre la mamma, ma anche Otōsan (papà) conta e ha i suoi diritti. E così mercoledì, finalmente, è stata decretata la fine di quella anomalia giuridica che è stata fin dal 1947 l’affidamento esclusivo dei minori, in caso di separazione dei genitori. Troppo a lungo questa interpretazione della legge, considerata da molti giapponesi una norma, ha consentito che a seguito di allontanamento o di divorzio, l’autorità genitoriale sui figli potesse essere attribuita a un solo genitore, con la totale esclusione dell’altro. Ci sono voluti anni di proteste e di testimonianze per arrivare a questo primo di aprile, giorno in cui è entrata in vigore la modifica della legge che consentirà l’affidamento congiunto dopo il divorzio, con il sano obiettivo di permettere a entrambi i genitori (se non pericolosi per i bambini) di partecipare all’educazione dei figli in un contesto familiare contemporaneo sempre più diversificato.
Nello specifico, il codice civile giapponese permetterà ai genitori divorziati di scegliere tra l’affidamento esclusivo e quello congiunto, in contrasto con il sistema in vigore fino a pochi giorni fa. La nuova legge potrà inoltre essere applicata retroattivamente a coloro che hanno già divorziato.








