Roma, 1 apr. (askanews) – E’ entrata in vigore oggi in Giappone la legge rivista che consente, dopo il divorzio, l’affidamento congiunto dei figli, con l’obiettivo di permettere a entrambi i genitori di continuare a svolgere un ruolo nella loro crescita in un contesto di modelli familiari sempre più diversificati.

Si tratta della prima modifica della normativa sull’affidamento dal 1947. Il codice civile giapponese permette ora ai genitori divorziati di scegliere tra affido esclusivo e affido congiunto, superando il sistema precedente che consentiva l’affidamento a un solo genitore. La nuova legge può essere applicata retroattivamente anche a persone che hanno già divorziato.

La riforma arriva anche sullo sfondo delle critiche internazionali rivolte al Giappone per i tanti casi di sottrazione dei figli da parte di coniugi giapponesi nei confronti di partner stranieri, con conseguente difficoltà per questi ultimi a mantenere rapporti con i figli.

I sostenitori dell’affidamento congiunto ritengono che il nuovo sistema permetta a entrambi i genitori divorziati di partecipare all’educazione dei figli e che allinei il Giappone agli standard adottati in altri paesi. I critici, invece, esprimono preoccupazione per la tutela delle vittime di abusi o violenze domestiche.