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A rivelarlo sono stati gli stessi antagonisti locali in un canale che utilizzano per le comunicazioni interne
“Spara a Giorgia”. La scritta è comparsa qualche mese fa, a metà dicembre, su un muro anonimo in provincia di Varese, a Busto Arsizio. Erano giorni, un po’ come quelli che stiamo attraversando in questo periodo, in cui in tutta Italia proliferavano le minacce di morte nei confronti della premier. È notizia di queste ore che, però, i presunti responsabili di quelle scritte sono stati denunciati e perquisiti. A rivelarlo sono stati gli stessi antagonisti locali in un canale che utilizzano per le comunicazioni interne, lamentandosi delle conseguenze di un’azione illegale. “La notte tra il 24 ed il 25 marzo la polizia ha effettuato perquisizioni nelle abitazioni di due giovani in relazione a delle scritte apparse sui muri di Busto Arsizio e alla loro partecipazione alle manifestazioni in difesa del popolo palestinese”, si legge nel comunicato in cui si dà notizia anche dei “fogli di via” consegnati ad altri antagonisti per le manifestazioni di settembre alla Leonardo.






