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Il direttore ha commentato il rilascio dei tre antagonisti arrestati a Torino, il caso della Famiglia del bosco e quello dell’angelo con la faccia del premier nella chiesa di Roma
Il direttore Tommaso Cerno è stato ospite del Tg4 per commentare i principali fatti di attualità, compresa la liberazione dei tre arrestati per le violente di Torino durante la manifestazione di Askatasuna. “Sono stati scarcerati perché viviamo in Paese che ci dimostra come i nemici di una certa magistratura sono l’ordine pubblico, la sicurezza e le forze dell’ordine”, ha dichiarato il direttore, aggiungendo che “noi abbiamo un elenco ormai troppo lungo di poliziotti, carabinieri indagati perché mentre cercavano di difendere i cittadini da criminali, hanno dovuto agire in quel momento, in quell’istante, con stipendi bassi senza tutela”.
Però, al contrario, “abbiamo la solidarietà delle piazze e della politica ai criminali: questo è l’emblema mentre una piazza organizzata di neo terroristi si organizza per aggredire lo Stato”. Uno Stato, sottolinea Cerno, che “non risponde con la violenza, si mostra gandhiano fino all’esagerazione. Ci mostriamo come il Paese più libertario dell’Occidente e oggi abbiamo anche l’onta che siccome loro sanno come si fa un’aggressione da guerriglieri, perché studiano in Val di Susa le tecniche con cui si fanno, il gruppo che non ha agito direttamente ma che è lì a proteggerli viene rilasciato e si fa beffa dello Stato”. Uno Stato obbligato a “rispondere sissignore a una magistratura che noi sappiamo bene essere in campo anche politicamente in maniera molto forte per il referendum della giustizia. Insomma, c’è o almeno io vedo, una sinistra organizzata perché questa piazza sia il modello in cui i cittadini devono trovarsi a vivere in questo momento nel Paese. Quindi c’è una connivenza, un legame, una solida complicità tra chi in parlamento accusa il governo, fa dei distinguo e questi guerriglieri che noi per finta chiamiamo liberi cittadini che protestano”.






