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Il gip parla nelle carte di strategia eversiva. Ma i tre fermati sono già fuori
Scene disumane. Una città sottosopra. Oltre cento agenti feriti, uno di loro assalito e colpito ferocemente con un martello da sedicenti manifestanti. È questo quello che resta del corteo svoltosi sabato a Torino in "sostegno" di Askatasuna. O meglio, quello era il motivo ufficiale: mostrare vicinanza e solidarietà verso un centro sociale che, come è normale che sia in uno stato civile, è stato sgomberato dallo stabile occupato. Anche se, come si evince dalla stessa cronaca dei violenti eventi, la vera matrice risiede nella volontà dei gruppi eversivi di generare disordini. Il problema è che all'appello mancano i responsabili di quello scempio.
Ma c'è di più, perché tre di loro sono stati fermati e ieri il tribunale di Torino, nello specifico il giudice per le indagini preliminari, ha ritenuto opportuno liquidare al momento le loro posizioni con una detenzione domiciliare e due obblighi di firma. Angelo Simionato, il 22enne originario della provincia di Grosseto, è stato arrestato in differita per gli scontri alla manifestazione e "immortalato in diversi frangenti nell'atto di compiere allarmanti azioni violente nei confronti delle forze di polizia, così da dare prova di una particolare convinzione delittuosa o quantomeno di una preoccupante insensibilità rispetto alle regole del vivere comunitario", scrive il gip del nell'ordinanza di convalida dell'arresto e applicazione dell'ordinanza di misura cautelare per il 22enne, che è stato sottoposto agli arresti domiciliari perché sospettato di aver preso parte all'aggressione del poliziotto durante gli scontri.






