Nel 1947 dopo un capo di Stato provvisorio come Enrico De Nicola, viene eletto il primo presidente della Repubblica, Luigi Einaudi: inizia così una lunga fase nella quale la partita per il Quirinale (che pur prevede una abbastanza regolare alternanza tra cattolici e laici) viene decisa innanzi tutto dalla Democrazia cristiana, anzi dalle sue vivaci correnti che spesso giocano in proprio nei rapporti con gli altri partiti (anche con i comunisti, e nel caso di Giovanni Gronchi con il Pci e il Msi). Come nel caso del nostro ordinamento giudiziario anomalo rispetto alle grandi democrazie occidentali, anche i poteri del presidente della Repubblica sono abbastanza originali rispetto ad altri Stati non presidenziali: con diversi, complessi rapporti tra Quirinale e Parlamento, con ruoli rilevanti del primo (nella scelta dei ministri, nello scioglimento delle Camere, negli indirizzi della politica estera e della Difesa, nella presidenza del Csm) ma sostanzialmente senza definite responsabilità. Anche nel disegnare il ruolo del nostro Capo dello Stato, al fondo si esprime il carattere di una Repubblica segnata dalla peraltro sacrosanta paura per il peso del passato regime fascista e dalla preoccupazione, altrettanto giustificata, di contenere gli effetti di una Guerra fredda, così condizionante la nostra vita politica grazie alla presenza del primo partito comunista del mondo occidentale.
Per ambire al Quirinale alla destra serve metodo | Libero Quotidiano.it
Nel 1947 dopo un capo di Stato provvisorio come Enrico De Nicola, viene eletto il primo presidente della Repubblica, Luigi Einaudi: ...






