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Sensi lo stronca: "Populista, sovranista, di destra". Picierno: "Ha la smania di tornare a Palazzo Chigi"

Conte e la convivenza impossibile con i riformisti del Pd. Tra le tante domande che affollano i pensieri degli strateghi del campo largo, in ottica primarie del centrosinistra, c'è anche quella sulla possibile coabitazione tra l'ex premier e l'ala liberal dei dem. Tanto che, dietro le quinte, complice il sospetto sulla voglia di un "repulisti" da parte di Elly Schlein in vista delle politiche, c'è chi tratteggia scenari sul possibile battesimo di una "cosa riformista" schierata al centro. Teoricamente al fianco di ciò che si muove dalle parti di Carlo Calenda e Luigi Marattin, e, dunque, diversa dalla "quarta gamba" centrista che si sta organizzando intorno al campo largo. Si tratta di speculazioni, rispedite al mittente - per ora - dalla minoranza del Pd. Ma, quel che si può ragionevolmente ipotizzare, è che la vittoria di Conte alle possibili primarie dei progressisti possa innescare un movimento da quelle parti. Vengono anche da qui i tentativi di disinnescare sul nascere la competizione tra l'avvocato di Volturara Appula e la segretaria del Pd, portati avanti negli ultimi giorni da diversi "vecchi saggi" del Pd. L'ultima marcia indietro da registrare risale a ieri e porta la firma di Goffredo Bettini, che pure è indicato dalle indiscrezioni come uno dei maggiori "sponsor" del ritorno di Conte a Palazzo Chigi. L'immediata apertura di Conte alle primarie - ragiona l'esponente del Pd - "è stata interpretata, dalla grande stampa, in modo malevolo: il desiderio, cioè, di porre subito la propria candidatura in competizione con gli altri leader. Sono giorni che si parla solo di questo". Quindi l'invito di Bettini a togliere dal campo del centrosinistra il "tema divisivo e prematuro" del candidato premier della coalizione.