La critica è verso l'incapacità di assumersi le responsabilità, che vengono sempre scaricate a soggetti terzi. Un meccanismo che porta dunque a una giustificazione degli atti di delinquenza. "Giustificate il furto come sfizio - prosegue Capezzone - Ma la violenza come si giustifica? Per fare quella cosa in quattro si spacca la testa a una persona, si rompe la gamba a un'anziana, si picchia a sangue un ragazzino. Allora mi sorge il dubbio che per voi la violenza non è un mezzo, ma è un fine".