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3 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 8:02
Scontrini alla mano e conti che non tornano: si è aperto il rito della raccolta documenti per il Caf, e con esso la conta dei danni. Dal 2020 la regola è ferrea e non ammette amnesie: niente pagamento elettronico, niente detrazione. Un automatismo che, nel corso del 2026, rischia di polverizzare i rimborsi Irpef di chi ancora paga in contanti. Dalle visite veterinarie alle parcelle degli specialisti, fino alle ristrutturazioni: ecco la mappa definitiva per separare le poche spese ancora detraibili “cash” dai pagamenti che richiedono, a pena di nullità, la traccia digitale nel modello 730/2026.
Il vero campo minato è quello delle spese sanitarie: la differenza tra un rimborso pieno e una perdita secca non dipende solo da cosa si acquista, ma soprattutto dal luogo in cui si apre il portafoglio. La regola d’oro da tenere a mente, mentre si spulciano le ricevute del 2025, è che il contante sopravvive solo in farmacia e negli ospedali pubblici. Per l’acquisto di medicinali, che siano farmaci da banco o sotto ricetta, e per i dispositivi medici certificati come occhiali da vista, lenti a contatto o termometri, l’uso delle banconote non pregiudica il diritto alla detrazione. Lo stesso vale per le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale: il ticket pagato allo sportello della Asl o di un ospedale pubblico resta “cash friendly”.








