VENEZIA - Hai voglia a parlare di programmi, schieramenti, ideologie (se esistono ancora) e “grandi progetti”. La politica, senza pensare per forza male, è anche un piccolo “affare” per chi viene eletto, e non solo ai “piani alti” del Parlamento o di un Consiglio regionale, ma anche in un Comune di buone dimensioni, come quello di Venezia. I candidati sindaco Boldrin, Del Zotto, Martella, Martini e Venturini (in rigoroso ordine alfabetico, sempre che non se ne aggiungano altri, come probabile) si contenderanno infatti una indennità che è praticamente pari a quella di un presidente di Regione, cioé uno “stipendio” lordo di 13.800 euro al mese, da cui derivano poi tutte le altre indennità dovute agli assessori, presidente del Consiglio comunale, presidenti di Municipalità (che non se la passano male, considerando le attuali responsabilità e competenze, praticamente azzerate), fino ai consiglieri comunali e di Municipalità ai quali, pur senza un “fisso” mensile, sono comunque pagati a gettone.
Diciamoci la verità, un sindaco alle prese con una città (anzi, una “doppia città” come sono Venezia e Mestre) deve farsi il mazzo ben oltre un normale orario di lavoro, quindi lo stipendio se lo conquista. Dalla sua indennità dipendono poi quelle della Giunta, secondo questa “tabella” aggiornata con la Legge di bilancio del 1. gennaio 2024: il vicesindaco percepisce quindi il 75% di quanto previsto per il primo cittadino, pari a 10.350 euro lordi, che scendono a 8.970 euro al mese per gli assessori (pari al 65% dell’indennità del sindaco). L’indennità è poi dovuta anche al presidente del Consiglio comunale, esattamente pari a quella degli assessori (8.970 euro, 65% rispetto al sindaco). Sempre restando nel “Palazzo”, ai consiglieri comunali è dovuto un “gettone” di 72,96 euro a seduta, sia che si tratti una riunione di Consiglio comunale che di commissione. Una cifra che è comunque di 20 euro inferiore rispetto a quanto previsto per le Città metropolitane, in quanto ridotta negli anni scorsi e rimasta ferma dal 2010.







