VENEZIA - «Sì, Venezia può essere benissimo la capitale della diplomazia della cultura». Ne è convinto il candidato sindaco del centrodestra, Simone Venturini, che interviene sul tema, analizzato ieri dal Gazzettino, parlandone da piazza Ferretto dove ieri pomeriggio ha fatto il pieno di persone al gazebo con tanti volontari impegnati nel volantinaggio tipico delle campagne elettorali. Le vicende che stanno interessando la Biennale e la Fenice, con le polemiche legate rispettivamente alla presenza del padiglione della Russia e alla nomina a direttore musicale di Beatrice Venezi, hanno ulteriormente acceso i fari sulle due realtà che già di per sé hanno gli occhi del mondo addosso. Venezia e cultura, d’altra parte, rappresentano un binomio naturale legato all’essenza stessa della città.
«Negli ultimi anni – ha detto Venturini – Venezia ha assunto un ruolo sempre più centrale nel panorama internazionale sia per la sua straordinaria dimensione culturale, che per la sua capacità di ospitare incontri e summit di altissimo livello e valenza. L’idea è che sempre di più Venezia possa assumere e rafforzare quel ruolo di “soft power”, come viene definito dagli esperti del settore, cioè la capacità di incidere sulle relazioni internazionali perché sa essere persuasiva e convincente su molti temi grazie ai propri valori, alla propria reputazione, alla propria cultura, appunto».







