ROVIGO La nuova biglietteria di Palazzo Roverella ora è aperta. Dopo tre mesi e mezzo di lavori, ieri le porte del cortile sono state spalancate per far entrare i visitatori della mostra su Zandomeneghi e Degas di nuovo dall’ingresso principale, per accedere alla biglietteria che migliora i servizi offerti appunto ai visitatori delle mostre del Roverella.
Il progetto, che era stato approvato dalla Soprintendenza, si è realizzato a opere dell’impresa Reale e fa fare un altro passo al Roverella stesso, perché è stata chiusa la “semplice” biglietteria al quarto piano che è stata usata per venti anni, così come il piccolo guardaroba del terzo. Adesso il cortile dà un accesso anche coperto per le code, usando tutto il perimetro, con maxi schermi digitali, tinte panna, nonché altri pannelli informativi nel percorrere una sorta di U appunto nel cortile verso l’ingresso al palazzo. Si trova anche un più vasto guardaroba come si è soliti vedere, ossia armadietti a chiave nel quale riporre quel che si vuole tenendosi appunto la chiavetta per quando si uscirà.
Il cantiere, come detto, era stato aperto poco prima di Natale, mentre era in corso la mostra sul fotografo Rodney Smith, tanto che l’ingresso unico era quello dalla piccola porta di via Laurenti che da sempre è usata come uscita. La biglietteria è stata voluta dalla Fondazione Cariparo che aveva accolto le proposte e i suggerimenti di personalità della cultura e architetti sul di valorizzare il cortile e migliorare il servizio ai visitatori. Così nel 2004 aveva bandito un concorso di idee per giovani architetti (meno di 40 anni) e con una commissione di esperti aveva scelto la proposta di Barbara Ghirelli e Vera Tresoldi. Le due professioniste hanno puntato su una struttura leggera, in parte aperta all’inizio e poi tutta di vetro, rimovibile, legando «il contesto architettonico con una struttura che dia continuità visiva ai muri e alle colonne senza coprire gli elementi essenziali del cortile, i fabbricati preesistenti che sono testimonianza della storia della città». La struttura che sostiene le vetrate perimetrali è in acciaio e poggia a terra in pochi punti, senza danneggiare il palazzo e la pavimentazione.







