VENEZIA - Un passo avanti per l’autonomia, ma con una polemica nella rappresentanza dei sindaci. Ieri la Conferenza unificata, in cui sono riuniti lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali, ha espresso a maggioranza il parere favorevole sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e il Veneto, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, nelle materie Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica. Hanno votato contro le amministrazioni di centrosinistra di Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Sardegna, Puglia e Campania, ma pure l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, a quanto pare però senza coinvolgere le Anci del Nord.

Ha evidenziato Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali: «Spiace per la posizione politica presa da Anci nazionale, che ha espresso parere negativo nonostante le rispettive Anci regionali delle 4 Regioni interessate non abbiano mai presentato rilievi di contrarietà verso i negoziati per l’autonomia e anzi si siano espresse pubblicamente a favore in più occasioni». Ha concordato il presidente Alberto Stefani, apprezzando il via libera delle Province: «Positivo e netto il parere favorevole dell’Upi, che conferma come gli enti territoriali siano pienamente consapevoli delle opportunità legate a questo percorso. Quanto alla posizione di Anci nazionale, non si può non rilevare una distanza rispetto ai territori: le Anci regionali delle quattro Regioni coinvolte non hanno mai espresso contrarietà al negoziato sull’autonomia e, in più occasioni, si sono anzi dichiarate favorevoli. Un elemento che merita una riflessione». Ha confermato Mario Conte, leader dei sindaci veneti: «Siamo rammaricati, come Anci di Veneto, Piemonte, Lombardia e Liguria, di non essere stati coinvolti in fase di analisi e relazione del parere consegnato poi da Anci Nazionale, rivelatosi negativo al contrario di quello delle Regioni e delle Province che si è rivelato positivo».